Cultura rurale
Michele Corti, 21 marzo 2025
La cultura rurale è tutt’altro che nostalgia
(21/03/2026) Lo dimostra il libro di Michele Corti appena uscito
“L’alimentazione contadina alpina” (Festivalpastoralismo, marzo 2026)
qui per i dettagli e l’acquisto. La storia è maestra di vita: chi la studia non
si lascia fregare dalle cortine fumogene ideologiche. Il volume sull’alimentazione
contadina alpina tra Otto e Novecento non è solo una minuziosa descrizione
di pratiche agricole, di allevamento e di trasformazione alimentare.
Nei capitoli generali, ma anche nei 16 capitoli sulle singole coltivazioni
e specie allevate, vi sono numerosi riferimenti alla storia sociale
e anche ad aspetti politici e istituzionali che presentano sconcertanti
analogie con i dibattiti attuali e svelano come, dietro le ideologie
(in primis ambientaliste) si celino gli interessi
delle élite..
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Lupo
Michele Corti, 21 marzo 2025
Ieri pomeriggio, a Chies d'Alpago (BL) una signora con il cagnolino stava compiendo una breve passeggiata nei pressi del campo sportivo. Erano appena passate le 14, quando 5 lupi le sono passati a 5 m di distanza. Terrorizzata ha chiamato in comune da dove sono arrivati a soccorrerla.
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Lupo
Michele Corti, 18 marzo 2025
Ricordiamo
la storia del Progetto PROPAST (2011-2012). Una meteora che si insinuò
tra i Progetti Lupo Piemonte e Life Wolf Alps. Per un brevissimo
periodo la voce dei pastori poté farsi sentire al posto di quella della
lobby del lupo. Togliere la censura ai pastori e trattare il tema lupo in modo trasparente fu intollerabile eresia per il sistema.
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Orso
Michele Corti, 15 marzo 2025
Qualche giorno fa mi è pervenuta per
lettera Poste italiane, un circostanziato atto di accusa sul tema di
Life Ursus e della sciagurata "gestione" della reintroduzione degli
orsi in Trentino (culminata nella morte di Andrea Papi). La lettera è
firmata "Un gruppo di montanari istruiti del Trentino che credono
ancora nelle istituzioni e nel buon senso". La pubblico integralmente.
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Lupo
Michele Corti, 11 marzo 2025
Ispra, con delle ridicole "quote di abbattimento", getta - complici alcuni politici - l'esca per l'approvazione di un Piano lupo entro il 2025 che allontanerebbe di 10 anni i risultati del declassamento.
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E' ora di farci sentire.
Anche grazie all'esperienza di Ruralpini, con il concorso di associazioni, comitati, gruppi
di diverse regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Abruzzo) si è costituita un'associazione nazionale
che si propone di unire e tutelare gli interessi rurali.
Unisciti a noi per difendere le attività tradizionali, le risorse, le culture rurali, per unire gli attori rurali tra loro e con chi, nelle città vuole continuare a fruire lo spazio rurale e consumare cibi genuini.
Oltre che a organizzare iniziative sul piano politico, culturale, legale, informativo, educativo, l'Associazione opera la tutela di singole persone e aziende, gruppi di cittadini mettendo a disposizione supporti tecnici e legali adeguati.
I motivi del nuovo movimento rurale
In Italia, paese dalle radici rurali profonde, la realtà rurale è stata compressa da una cultura urbana supponente e sprezzante lasciando gli attori rurali senza rappresentanza.
Di fronte a trasformazioni epocali che minacciano la completa artificializzazione della realtà umana e l'abolizione della stessa agricoltura in nome di un naturalismo astratto e contrapposto all'uomo, i valori rurali diventano preziosi per tutta la società .
Di fronte a controparti omogenee e super-organizzate, il mondo animal-ambientalista urbano e le forze della speculazione a spese dello spazio e delle risorse agro-silvo-pastorali, il fronte rurale ਠstato capace di contrapporre solo le sue debolezze, le divisioni interne, la subalternità alle culture urbane, l'incapacità di esprimere capacità di analisi, di visione. Vi sono alla base di tutto ciò dei fenomeni storici che hanno segnato l'inferiorità del mondo rurale. Ma oggi, quando potrebbe sembrare che esso è vicino alla definitiva scomparsa, ci si accorge che esso è portatore di valori, risorse preziose per tutta la società. La ruralità è tutto tranne una causa di retroguardia.
Le derive della società occidentale (a matrice urbana e liberale) portano a una totale separazione tra
uomo e natura (cibo artificiale, rewilding, transumanesimo). Difendere l'agricoltura, lo spazio rurale diventa
l'equivalente del difendere l'uomo, la sia libertà , la sua identità . Impegnato nelle sue battaglie di
sopravvivenza contro le due faccie della medaglia : l'artificializzazione della vita da una parte e la naturalizzazione forzata dall'altra, il momdo rurale
svolge un ruolo cruciale per la società intera. Ed è per questo che si devono cercare i raccordi e le alleanze
tra gli attori rurali e svariate componenti della società in generale.
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È il programma del sito dal 2008. Molte cose sono cambiate in 13 anni.
Abbiamo iniziato da
subito a occuparci dei grandi predatori, ma - negli anni - quella che
era una delle tante minacce al mondo rurale della montagna, è diventata
una delle principali, quella che ferisce di più anche al di là del
danno materiale. Nonostante questo fronte caldo continuiamo a occuparci
di altri temi: gli sfregi alla montagna, il cibo territoriale, la
cultura e le tradizioni,
i problemi del pastoralismo e degli alpeggi. Con le rubriche/bacheche
(principale: cerco/offro lavoro) forniamo un servizio che va al di là
di quelli informativi e di riflessione politica e culturale.
Il sito si pone sotto la protezione del santo della montagna (don Luigi Guanella)
che ha combattuto i nemici della fede senza compromessi, che si è
speso per i bisognosi senza compromessi, che ha promosso il progresso
agricolo per i contadini.